Sarah e Alisya segregate a casa della zia. I pm: "Genitorialità malata". Fermati la madre, il compagno e il nonno: "Sequestro di persona"

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Incastrati da una videochiamata della mamma. Perché dietro alla scomparsa delle due sorelle di 12 e 16 anni scappate due settimane fa da una casa-famiglia di Civitella Alfedena, in provincia dell'Aquila, c'era la donna, Valentina D'Acunto, che fin da subito era sembrata la chiave di tutto, con la complicità di una vasta rete familiare. Con lei sono stati arrestati con l'accusa di sequestro di persona, il suo compagno, Vincenzo Esposito, e il padre, Marco D'Acunto, il nonno della ragazze. Alisya e Sarah Di Giacinto erano in casa di una zia acquisita della madre, segregate in una stanza di un palazzo popolare a sud di Formia (Latina). È stato il procuratore di Sulmona, Luciano D'Angelo, ad illustrare i dettagli dell'operazione. «Una vicenda - chiarisce subito - che non ha nulla a che vedere con la criminalità, ma con un amore genitoriale malato, da parte di entrambi, un padre e una madre incapaci di fare qualcosa per le loro figlie in modo disinteressato. Queste ragazzine da quando avevano 6 e 3 anni non hanno avuto alcuno che si occupasse di loro».