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Tre persone sono state fermate dalla polizia nella mattinata di lunedì 22 giugno, intorno alle cinque, con l'accusa di sequestro di persona in relazione alla scomparsa delle sorelline Alisya e Sarah Di Giacinto, di 12 e 16 anni, allontanatesi nella notte tra il 6 e il 7 giugno dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, in provincia dell'Aquila. I provvedimenti riguardano la madre delle bambine, Valentina Dacunto, il suo compagno Vincenzo Esposito e il nonno delle piccole, Marco Dacunto, padre della donna. I dettagli dell'operazione saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa in Procura a Sulmona alle 11.45.
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Il ritrovamento delle sorelline era stato confermato domenica sera intorno alle 21.30 con le parole "Sono vive e stanno bene". A localizzarle sono stati i carabinieri del Ros, che negli ultimi giorni avevano intensificato le ricerche in sinergia con i colleghi dell'Aquila. Le bambine si trovavano nell'appartamento di una donna di ottant'anni, indicata come una zia materna, in un complesso di edilizia popolare nel quartiere Rio Fresco-Scacciagalline a Formia, in provincia di Latina, non lontano da un'abitazione della madre. Qui nella serata di domenica è scattato il blitz dei carabinieri, alla presenza anche del procuratore di Sulmona Luciano D'Angelo, che coordina le indagini insieme al capo della Procura di Cassino Carlo Fucci. "Sicuramente non ce le hanno regalate" si limitano a dire gli inquirenti, "comunque l'importante è che le piccole siano state trovate in buone condizioni. Ora stiamo pensando a metterle in protezione". Le bambine sono state trasferite nella stessa serata in una località protetta e affidate formalmente alla tutela del sindaco di Minturno, Gerardo Stefanelli.










