di Samanta Di Persio
Sono trascorsi 11 anni dal mio libro Sono gay e amo. Nonostante fosse il 2015, non è stato semplice trovare un editore perché il tema omosessualità è ancora difficile da affrontare con libertà. Eppure prima di me, in anni ancora più repressivi, nel 1991 Piergiorgio Paterlini aveva pubblicato Ragazzi che amano ragazzi, che raccoglieva interviste a giovani omosessuali.
Io ho intervistato giovani donne e uomini, ma anche adulti che hanno fondato le prime sezioni dell’Arcigay nelle proprie città, un papà che insieme al suo compagno sono genitori di due gemelli avuti grazie a una donatrice dell’ovulo e una portatrice, un sacerdote che parla del lavoro di zappatura che dev’essere fatto anche dalla chiesa che ha il compito di accogliere tutte le diversità.
E ancora, racconto di Eutizio, un professore di arte, che un giorno a scuola, dopo aver sentito per l’ennesima volta commenti del genere ”l’omosessualità è contronatura”, parlò per un’ora con i suoi studenti spiegando loro che l’omosessualità esisteva anche nel mondo degli artisti, ad esempio Michelangelo lo era e attraverso l’esaltazione del corpo maschile era riuscito a dar vita ad opere meravigliose che tutto il mondo ci invidia e a nessuno è mai importato quale fosse il suo orientamento sessuale. Dopo qualche anno una sua studentessa lo ringraziò per quella lezione in cui aveva respirato libertà e si era potuta aprire anche con i genitori che erano contrari.












