«Brutto pensare che un padre ti preferisca morto che gay». La frase è di Mirko Moriconi, in un post sui social del 2022. Lui è il 24enne ucciso a colpi di fucile dal padre Piero, nella tragedia in Versilia in cui è morta anche la mamma Kety. E quelle parole raccontano un possibile movente della furia omicida.
Chi era Mirko Moriconi Mirko Moriconi, nato nel 2002, era un ragazzo molto sensibile. Sui social si chiamava Michelangelo Andreoni: usava il cognome della madre, che adorava. Proprio sui suoi profili tantissime foto con la mamma. Ma anche un tatuaggio con la scritta "Piero", il nome del padre. Era appassionato di musica. Moriconi è stato trovato dai carabinieri dopo che alcuni vicini, sentendo gli spari, avevano dato l’allarme. Ai militari avrebbe detto: «Finalmente mi sono liberato di loro». Al momento non ci sono conferme sul fatto che il padre lo abbia ucciso perché contrario alla sua omosessualità. Mirko sui social pubblicava le sue canzoni e aveva anche provato a fare un provino per Amici. La ricostruzione del duplice omicidio Secondo una prima ricostruzione, l’uomo avrebbe impugnato l’arma poco prima delle ore 15 aprendo il fuoco in casa contro i due familiari. Dopo la sparatoria si sarebbe poi spostato sul tetto dell’abitazione, dove è rimasto fino all’arrivo delle forze dell’ordine, che lo hanno successivamente disarmato e arrestato senza che opponesse resistenza. L’allarme è scattato intorno alle ore 14.30, quando un familiare, dopo aver udito gli spari, ha contattato il 118 segnalando una sparatoria in corso e la presenza di una persona armata sul tetto. La centrale operativa ha immediatamente attivato il protocollo di emergenza, facendo confluire sul posto numerosi mezzi di soccorso e le forze dell’ordine. Sul luogo del duplice delitto sono intervenuti i sanitari del 118 con l’automedica di Viareggio, un’ambulanza della Misericordia di Camaiore, la Croce Rossa di Viareggio, oltre all’elisoccorso regionale Pegaso 3. I carabinieri e i vigili del fuoco sono stati impegnati nelle prime operazioni di messa in sicurezza dell’area. Una volta resa sicura la scena, il personale sanitario non ha potuto fare altro che constatare il decesso della donna e del giovane, entrambi raggiunti dai colpi d’arma da fuoco esplosi dal fucile da caccia in uso all’uomo. Piero Moriconi è rimasto sul posto fino all’arrivo dei militari dell’Arma, che lo hanno poi preso in consegna e arrestato. L’arma utilizzata per il duplice omicidio è stata sequestrata.










