Camaiore (Lucca), 26 giugno 2026 – Ha trascorso la notte in carcere Piero Moriconi, il 63enne di Camaiore che mercoledì pomeriggio ha ucciso a colpi di fucile il figlio Mirko di 24 anni e la moglie Kety di 51. Stamani sarà accompagnato in Tribunale dal Gip per la convalida dell’arresto. Con lui ci sarà l’avvocato Giacomo Fabbri che ieri ha potuto parlare a lungo con il suo assistito. Al difensore Moriconi ha detto che era esasperato e che viveva una situazione insopportabile. Ma nega il movente dell’omofobia, che Mirko in più occasioni ha denunciato sui social. Al legale ha riferito che il ragazzo era caduto nel mondo dell’alcol e della droga, dipendenze per le quali continuava a chiedere soldi in casa.
“Avevamo finito tutto – ha detto il muratore al legale – tanto che ho dovuto chiedere un prestito per pagarmi il dentista. Eravamo esasperati e mia moglie minacciava di andarsene da casa e di lasciarmi da solo con Mirko”. Quando Mirko è venuto a chiedere altri soldi in maniera violenta e aggressiva, non ci ho più visto: ho preso il fucile e ho sparato”. Dicendo ai vicini: “Mi sono liberato di loro...”. “Mio figlio era pazzo e mia moglie mi picchiava”, ha aggiunto nell’interrogatorio.










