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Eliana Liotta

La rubrica «Smart Tips» illustra i benefici di questo micronutriente che possiamo assimilare con il cibo, ma soprattutto esponendoci ai raggi solari. Italiani carenti: spesso è necessaria l'integrazione dopo una certa età

Il cervello ha bisogno di vitamina D. Studi convergenti mostrano che un suo deficit può compromettere l’attenzione, la memoria e l’apprendimento, mentre averne buoni livelli nel sangue previene il declino cognitivo (tra gli altri, un lavoro pubblicato ad aprile 2026 su Neurology).

L'azione cerebrale Fino a non molti decenni fa si pensava che la vitamina D servisse solo a garantire ossa robuste, ma ormai si è capito che è coinvolta anche nella salute del sistema immunitario e delle funzioni cognitive. Non si comprende del tutto in che modo agisca in più aree cerebrali, ma un processo chiave riguarda la membrana dei neuroni: sembra che interferisca con il rilascio dei neurotrasmettitori (come serotonina o dopamina) e quindi con l’efficienza dei nostri centri di informazione.