La domanda di memory chip sta agendo da nuovo catalizzatore dell’inflazione facendo aumentare i prezzi un pò di tutto, dagli smartphone a quelli dell’energia elettrica. Lo sottolinea il Wall Street Journal, che lancia l’allarme ricordando che questo nuovo pericolo si manifesta mentre le guerre commerciali si sono attenuate e il prezzo della benzina sta finalmente calando.La domanda ora è quanto questo aumento dei prezzi potrebbe ripercuotersi sull'economia e per quanto tempo potrebbe mantenere l’inflazione elevata. L’afflusso di denaro nella corsa all’intelligenza artificiale è senza precedenti, avverte il Wsj, che ricorda come la spesa in conto capitale di cinque dei cosiddetti hyperscaler (Alphabet, Amazon, Meta Platforms, Microsoft e Oracle) raggiungerà i 741 miliardi di dollari quest’anno, con un aumento di quasi il 75% rispetto all’anno scorso. L’economista della Columbia University Stijn Van Nieuwerburgh spiega che tutti questi soldi finiranno nel 'tritacarnè dei data center utilizzati per l’IA, i quali richiederanno sofisticate apparecchiature informatiche, sistemi di raffreddamento per evitare il surriscaldamento, cavi elettrici e in fibra ottica e generatori di riserva per prevenire interruzioni di corrente.Secondo Van Nieuwerburgh la spesa per lo sviluppo dell’IA entro il 2032 potrebbe raggiungere circa 8 trilioni di dollari, quasi cinque volte il valore di mercato dell’intero mercato immobiliare di New York. A fronte di una domanda così elevata, i prezzi di molti dei componenti necessari allo sviluppo dell’intelligenza artificiale stanno aumentando. E poichè questi componenti vengono utilizzati per scopi che vanno ben oltre l’IA, gli aumenti di prezzo si ripercuotono sull'intera economia.Un sondaggio della National Association for Business Economics ha rilevato che l’81% degli economisti prevede che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale contribuirà all’inflazione nel corso del prossimo anno. Kevin Warsh, attuale presidente della Federal Reserve, ha un’altra idea e sostiene, come ha scritto a novembre sul Wsj, che «l'intelligenza artificiale sarà una forza disinflazionistica significativa, aumentando la produttività e rafforzando la competitività americana».Tuttavia gli economisti di Ubs stimano che ci vorranno almeno un paio d’anni prima che l’intelligenza artificiale inizi a contribuire a ridurre l’inflazione. Nel breve termine, la domanda generata dall’intelligenza artificiale, come indica il sondaggio della National Association for Business Economics sta invece portando a un aumento dei prezzi e contribuirà all’aumento dell’inflazione nel corso del prossimo anno.Nella prima fase di qualsiasi grande rivoluzione tecnologica, si tende a riscontrare una pressione sulle risorse limitate, e questo tende a esercitare una pressione al rialzo sui prezzi», ha affermato Gregory Daco, capo economista di EY-Parthenon e presidente della Nabe. Più nel dettaglio, secondo il Dipartimento del Lavoro, a maggio i prezzi al consumo di software e accessori per computer sono aumentati di circa il 15% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Potrebbero esserci ulteriori aumenti di prezzo: il dato del Dipartimento del Lavoro relativo al prezzo all’ingrosso di componenti e accessori elettronici è infatti aumentato del 27% il mese scorso rispetto all’anno precedente. Inoltre l’intelligenza artificiale, rappresenta uno shock per la domanda che potrebbe persistere per anni, anche se deve ancora arrivare. La governatrice della Fed Lisa Cook ha osservato in un discorso il mese scorso che solo una piccola parte della spesa annunciata per i data center è stata effettivamente realizzata.I fondi che OpenAI e Anthropic prevedono di raccogliere con le loro prossime offerte pubbliche iniziali potrebbero dare ulteriore impulso allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Questa dinamica si riflette nel rally dei titoli azionari dei produttori di semiconduttori, che hanno registrato un forte rialzo sulla scia delle aspettative degli investitori di una domanda in forte crescita. Nonostante il forte calo di questa settimana, l’indice Phlx Semiconductor è in rialzo di circa il 150% nell’ultimo anno.Naturalmente, nei data center non si trovano solo chip. E, come i chip, molti degli altri elementi necessari per la costruzione e la gestione di un data center sono ampiamente utilizzati in tutta l’economia. Ciò potrebbe comportare un aumento dei costi per diverse aziende, che potrebbero poi cercare di recuperare tali costi applicando prezzi più elevati ai consumatori. E in alcuni casi, lo sviluppo dell’IA potrebbe anche far aumentare i costi del lavoro. I salari dei lavoratori richiesti dalla costruzione di data center sono in aumento: la retribuzione oraria media per gli installatori di impianti elettrici e cablaggi è cresciuta del 6,5% ad aprile rispetto all’anno precedente, contro il 3,6% per tutti i lavoratori del settore privato.
Il boom dei data center e la terza ondata inflazione
La domanda di memory chip sta agendo da nuovo catalizzatore dell’inflazione facendo aumentare i prezzi un pò di tutto, dagli smartphone a quelli dell’energia...











