Prezzi più alti e scorte ridotte per smartphone, computer, automotive e console per videogiochi. E' l'effetto della carenza globale di chip di memoria causata principalmente dall'esplosione dell'intelligenza artificiale e dei data center che assorbono fino al 70% delle ram globali. La crisi è soprannominata 'RAMaggedon', la combinazione delle parole Armageddon e ram, e non si prevede una risoluzione in tempi brevi.
"Oggi il RAMageddon sembra essere soprattutto il sintomo di una trasformazione industriale profonda più che l'indizio di una bolla destinata a sgonfiarsi nel breve periodo - spiega all'ANSA Alessandro Piva, direttore dell'Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano - Il fenomeno è trasversale a molti settori, la competizione tecnologica non riguarda più un singolo componente ma l'intera catena del valore. Chi controlla i nodi strategici dalla progettazione dei chip alla capacità produttiva, dalle memorie ai data center, fino all'energia necessaria per alimentarli acquisisce un vantaggio competitivo con ricadute economiche, industriali e geopolitiche".
"Una tempesta perfetta", l'ha definita il Ceo uscente di Apple Tim Cook. Cupertino ha confermato un aumento dei prezzi per la linea di computer Mac e dei tablet iPad, mentre la carenza globale di chip di memoria sta colpendo anche le forniture di MacBook Air, il computer più amato dagli studenti. Microsoft ha ritoccato verso l'alto i listini dell'intera gamma delle Xbox, le console per i videogiochi. "Molto dipenderà dalla capacità di aumentare la produzione nei prossimi anni, ma anche dalle scelte di politica industriale che governi e grandi operatori stanno adottando per ridurre la dipendenza da pochi poli produttivi mondiali", aggiunge Piva.








