Lo smartphone che stavi pensando di comprare potrebbe costare di più il prossimo anno. E non poco. Secondo le stime, i 12 GB di RAM di un top di gamma Samsung costano oggi all’azienda, che pure si produce in casa le sue memorie, quasi 40 dollari in più. La società di analisi IDC prevede che la carenza di DRAM porterà nel 2026 a un calo delle vendite di smartphone e a un aumento medio dei prezzi di circa 9 dollari. Nella migliore delle ipotesi. Alcuni marchi, come la cinese Xiaomi, hanno già allertato i consumatori sui futuri rincari. Anche i produttori di laptop potrebbero ridurre le dotazioni per contenere i costi mentre aumenti di prezzo sono attesi anche per le console da gaming.
Come? Sì, esatto: è proprio tempo dell’ennesimo “shortage” nel mondo della tecnologia. Stavolta tocca appunto alle DRAM, le Dynamic Random Access Memory, il tipo di memoria che permette a computer, smartphone e molti altri dispositivi di funzionare in modo fluido. Le loro “scrivanie”, per così dire, dove allocano temporaneamente istruzioni e dati. La carenza globale di DRAM non è un incidente temporaneo ma – guarda un po’ - l’ennesimo effetto strutturale della corsa all’intelligenza artificiale. I grandi produttori di memorie – tre al mondo su tutti - stanno destinando sempre più capacità ai data center e ai chip per l’AI, riducendo quindi l’offerta per PC, smartphone e dispositivi consumer. Il risultato è un aumento rapido dei prezzi, una disponibilità più limitata e un impatto destinato a farsi sentire per anni sull’elettronica di consumo.









