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Ringrazio il Direttore per ospitare in questa interessante Agorà, accanto alle lettere di personaggi illustri e profondamente legati al mondo Lazio, anche quelle di tifosi comuni come me, che seguo la squadra biancoceleste da circa 50 anni. Proprio l’amore per questi colori mi ha spinto, insieme ad altri sei amici accomunati dalla stessa passione, a promuovere e organizzare un convegno che si terrà l’11 luglio al teatro Manzoni a due passi da via di Col di Lana e che sarà dedicato a una riflessione sul futuro della nostra amata Lazio. Noi laziali non siamo tifosi viziati. Non siamo cresciuti nella convinzione che vincere sia un obbligo e non abbiamo mai preteso che la nostra squadra dominasse il calcio italiano. Anche se in pochi e indimenticabili casi è successo. Sappiamo bene cosa significhino le sconfitte, le stagioni difficili, i tradimenti e le attese interminabili. Proprio per questo, però, sappiamo anche riconoscere il rispetto quando esiste e percepirne la mancanza quando viene meno. Nel corso della nostra storia abbiamo avuto pochi, straordinari presidenti vincenti come Sergio Cragnotti e Umberto Lenzini, ma anche uomini che non hanno raggiunto alcun trofeo come Gian Chiarion Casoni, o una Coppa Italia, come Ugo Longo, ma che sono stati amati perché hanno rappresentato la Lazio con eleganza, stile e senso delle istituzioni. Nessuno di loro avrebbe mai apostrofato i tifosi nel modo in cui lo ha fatto Claudio Lotito. Mai avrebbero definito il patrimonio storico della Lazio come ‘sta cazzo di storia’. Né avrebbero collezionato nel corso degli anni, promesse puntualmente disattese: dall’Academy Bob Lovati annunciata più volte e mai realizzata, ai campioni evocati con solennità durante le campagne estive e mai approdati a Formello, senza che nessuno ne chiedesse conto. Non avrebbero perseverato, con un’insistenza quasi maligna, nell’affidarsi a personaggi estranei al mondo Lazio. Impensabile, inoltre, che si potessero rivolgere a un allenatore dandogli del cretino, dopo averlo descritto, solo pochi mesi prima, come uno dei tecnici più ricercati sul mercato. E difficilmente avrebbero risposto alle telefonate di tifosi, o presunti tali, con l’aggressività che abbiamo più volte ascoltato.