a
Caro Direttore, prima di tutto consentimi di ringraziarti per l'attenzione che stai dedicando alla Lazio. Mi dai la possibilità di esprimere un pensiero che non so quanto possa valere, ma che cerco di portare avanti con tutta l'umiltà di cui sono capace. Stavolta mi sento di parlare anche a nome di mio padre, perché papà è morto da tifoso della Lazio. Non era lì per caso, quel giorno. Era lì perché coltivava una passione viscerale, un amore così profondo da farlo rinunciare anche a eventi importanti per la famiglia, pur di andare a vedere il derby e difendere la Lazio. È a nome suo, oltre che mio, che oggi prendo la parola.
Agorà Lazio - Tutti gli articoli
E mai, davvero mai, avrei immaginato di dover leggere il comunicato uscito in queste ore. Siamo arrivati a un punto di non ritorno. Il presidente della Lazio ci sta togliendo le forze di dosso, e credo che questo sia il dolore più grande che la nostra parte di città stia attraversando. Un dolore che, alla lunga, rischia di consegnare alla storia Lotito come l'uomo che ha fatto più male a questo glorioso club. Non riesco a capire perché voglia arrivare a questo.
Se ce l'avessi davanti, la domanda che gli porrei sarebbe semplice: perché, presidente? Perché sta facendo tutto questo a una società che ha sempre portato avanti valori, educazione, amore per la propria storia?








