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Ultimo aggiornamento: 13:56
“Vi raggiungo quando finisce”. Queste sono le ultime parole che Gabriele Paparelli ha sentito pronunciare da suo padre, quel tragico 28 ottobre di 46 anni fa. Vincenzo Paparelli, tifoso della Lazio, morì poche ore dopo colpito da un razzo all’Olimpico, in occasione del derby di Roma. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, il figlio oggi 54enne ha ricordato quel giorno che ha “sgretolata in milioni di pezzi” la vita della sua famiglia. E anche le devastanti conseguenze di quella violenza, che ancora oggi non viene condannata abbastanza fermamente, come purtroppo testimoniano le tristi scritte che ogni tanto compaiono sui muri di Roma: “Una vergogna. Sono sempre meno, ma giro ancora con uno spray sotto il sedile per cancellarle”.
Il ricordo di Gabriele Paparelli è tremendamente vivo: “Abitavamo a Boccea, in una palazzina dove c’erano zii e cugini. Io volevo vedere il derby. Lui mi disse che mi avrebbe portato ‘la prossima volta’. Sì, ‘la prossima volta…’. Me le ricordo ancora quelle parole”. Una prossima volta non c’è mai stata: “Quel giorno rinunciò a un compleanno a Valmontone per andare all’Olimpico. ‘Vi raggiungo quando finisce’, disse lui, uscendo dalla porta“. Paparelli era un bambino, ma di lì a pochi cominciò a capire che era successo qualcosa di grave: “Io avevo 8 anni, ma avevo capito che c’era qualcosa di strano“.






