MESTRE - Cadendo in bicicletta dalla rampa provvisoria del sottopasso ferroviario di Porto Marghera si era rotta il legamento crociato. A distanza di tre anni il tribunale di Venezia ha condannato Rfi a un risarcimento di 47mila euro. La sentenza del giudice Alessandro Cabianca, infatti, ha riconosciuto la responsabilità della società ferroviaria per le condizioni ritenute pericolose dell’infrastruttura.

La vicenda risale al 10 luglio 2022. La protagonista, una 47enne, stava percorrendo in discesa le scale del sottopasso della stazione conducendo a mano la propria bicicletta lungo una canalina in legno predisposta proprio per il trasporto delle bici. Durante la discesa, però, ha perso l’equilibrio ed è caduta a terra, riportando diverse lesioni tra cui, appunto, la lesione del legamento crociato del ginocchio. La donna si è rivolta a un legale, l’avvocato Marco Noventa, e ha fatto causa a Rfi.Secondo la ricostruzione accolta dal giudice la causa dell’incidente è stata l’eccessiva pendenza della canalina, installata dalle ferrovie in via provvisoria nell’ambito dei lavori per la realizzazione del nuovo sottopasso, crocevia ciclistico viario di collegamento tra Mestre e Venezia. Il tribunale ha ritenuto che quella soluzione tecnica fosse «precaria e pericolosa», poiché costringeva i pedoni a trattenere il peso della bicicletta lungo una discesa ripida, compromettendo l’equilibrio e aumentando il rischio di caduta.Rfi ha contestato sia la dinamica del sinistro sia la propria responsabilità, sostenendo che l’incidente potesse essere stato causato da una distrazione della donna. Il tribunale ha respinto questa tesi, rilevando che la società non è riuscita a dimostrare alcun comportamento imprudente da parte della danneggiata né alcun elemento idoneo a configurare il cosiddetto «caso fortuito», che avrebbe escluso la responsabilità prevista dal codice civile. Determinanti, nella decisione, sono state la testimonianza di un passante presente al momento della caduta, la documentazione fotografica prodotta dal legale della donna e il fatto che, successivamente all’incidente, nel sottopassaggio siano stati installati corrimano inizialmente assenti: circostanza che per il giudice ha confermato la pericolosità originaria dei luoghi. «27mila euro di bollette da pagare», ma erano già state saldate. La Provincia vince dopo 4 anni di battaglia legale. Banca condannata per lite temerariaLa perizia La consulenza medico-legale ha poi accertato che la donna aveva riportato una «distorsione al ginocchio sinistro con rottura del legamento crociato anteriore e stiramento del tendine rotuleo, con un’invalidità permanente quantificata nel 7,5% e un lungo periodo di convalescenza pari a 202 giorni». Complessivamente, Rfi è stata quindi condannata a versare 30.421,76 euro di risarcimento più gli interessi e le spese processuali (7,6 mila euro). Un totale di circa 47mila euro.