La Corte d’appello conferma la condanna a carico del medico che gli aveva prescritto il farmacoRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUn riminese sarà risarcito con 163mila euro per i gravi danni subiti dopo la terapia a base di cortisone, prescrittagli nel periodo successivo a un intervento chirurgico alla schiena. Così ha deciso la Corte d’appello di Bologna, che ha confermato integralmente la sentenza emessa dal tribunale di Rimini, respingendo il ricorso dell’assicurazione del medico specialista che l’aveva curato. Al centro della battaglia legale c’è una terapia cortisonica che, secondo i giudici, ha avuto un ruolo determinante nello sviluppo di una grave necrosi bilaterale delle teste del femore. Una grave patologia che ha costretto il riminese a sottoporsi all’impianto di una protesi a entrambe le anche.
La vicenda comincia il 22 aprile 2014, quando il paziente viene sottoposto a un intervento di discectomia e fusione intersomatica. Dopo circa un mese, durante il controllo ambulatoriale, viene indicata una terapia a base di cortisone: 3 volte al giorno per 5 giorni, poi a scalare, per un totale di 21 somministrazioni. Ma pochi mesi dopo l’uomo inizia ad avvertire dolori sempre più forti, fino ad avere difficoltà a camminare e svolgere le normali attività quotidiane. Gli accertamenti fanno emergere una grave necrosi bilaterale delle teste femorali. Dopo un trattamento iperbarico senza risultati, nel luglio del 2016 arriva l’intervento: protesi a entrambe le anche.







