A tre lustri dalla tragedia che sconvolse il mondo della bicicletta, ben oltre i confini del Nordest, arriva il risarcimento per la morte a 39 anni di Andrea Pinarello. Ribaltando la sentenza pronunciata nel 2023 dal Tribunale di Treviso, la Corte d’Appello di Venezia ha condannato due medici e una struttura privata accreditata a rifondere con 1,3 milioni i danni non patrimoniali subiti dalla moglie e dai tre figli dell’imprenditore trevigiano, stroncato a Gorizia da una cardiomiopatia aritmogena il 3 marzo 2011, al termine della prima tappa del Giro del Friuli (l’inchiesta penale era stata archiviata). I giudici della Quarta sezione civile hanno condiviso le conclusioni dei consulenti tecnici d’ufficio Franco Marozzi e Andrea Finzi, disposta su richiesta della famiglia assistita dall’avvocato Alessandra Gracis: «Il ciclismo in soggetti con cardiopatie è in grado di condurre a morte improvvisa, quindi, se l’idoneità agonistica non fosse stata concessa, il soggetto non sarebbe deceduto in quanto non esposto alle sollecitazioni funzionali connesse alla pratica dell’attività sportiva in questione».
Andrea Pinarello, le ultime parole prima dello scompenso cardiaco: «Ho tirato troppo negli ultimi metri»








