TREVISO - Sotto traccia, ma continua giorno dopo giorno l'indagine della Squadra Mobile della questura trevigiana per fare chiarezza sulle responsabilità legate alla tragica caduta del grande pioppo di via Botteniga del 4 aprile scorso quando Pietro Monici, 38 anni, venne travolto mentre stava pescando con un amico lungo l'argine. Monici, Vigile del Fuoco volontario in attesa di entrare in pianta stabile nel corpo, morì sul colpo, schiacciato dall'enorme tronco risultato poi marcio, eroso all'interno e per questo estremamente instabile. Gli investigatori hanno acquisito tutti gli atti sia dal settore Ambiente di Ca' Sugana che da Genio Civile. Una documentazione importante per appurare perché l'albero è caduto e, soprattutto, se la competenza per la sua gestione sia tutta esclusivamente del Genio. La Mobile, che si sta muovendo coordinata dalla Procura dopo l'apertura di un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti, ha anche predisposto accertamenti tecnici e richiesto l'intervento di un esperto.

Pietro Monici, oltre mille al funerale del 38enne travolto dal pioppo: il feretro portato a spalla dai vigili del fuoco, la commozione, gli applausi e le sirene LA VICENDA Il pioppo, un albero maestoso cresciuto sulla sponda del Botteniga proprio a ridosso del fiume, è caduto nel tardo pomeriggio di un giorno dove non soffiava vento e le condizioni meteo erano del tutto normali. I testimoni dicono di aver sentito uno schianto improvviso, talmente forte da far tremare i muri delle case più vicine. Sotto, purtroppo, ci rimase Monici che aveva scelto proprio quel punto per pescare, una delle sue tante passioni. Il suo amico si salvò per puro caso, solo perché era mezzo metro più in là. Una tragedia che scosse tutta la città. Immediate le indagini che si concentrarono essenzialmente sulle responsabilità del Genio Civile, ente che ha competenza sui corsi d'acqua e sulle sponde. Ma anche a Ca' Sugana verificarono subito se quell'enorme albero fosse mai stato sotto la loro responsabilità verificando, tramite la geolocalizzazione, che fosse del tutto in un punto di competenze del Genio. I DOCUMENTI Ma non solo. L'ufficio Ambiente scavò negli archivi recuperando tutte le mail fatte nel corso degli anni in cui si chiedevano interventi di manutenzione o si inoltravano richieste analoghe da parte dei residenti. Sono state essenzialmente cinque le segnalazioni inviate al Genio Civile riguardanti quel pioppo e, più in generale, le condizioni dell'argine. In tutte, con varie sfumature, è stato chiesto un intervento urgente. La prima risale al lontano 2014: una mail fatta sulla spinta delle segnalazioni arrivate da chi viveva nei pressi, che indicava la necessità di potare quell'albero e di intervenire sul resto della vegetazione. Dopo la tragedia a Ca' Sugana hanno iniziato a costruire il dossier poi acquisito dalla Mobile. Una delle comunicazioni più significative è quella del 17 agosto 2021. Ca' Sugana chiedeva al Genio Civile di intervenire urgentemente sulla vegetazione in aree appartenenti al "Demanio acque pubbliche".Il Comune voleva con urgenza interventi sulla vegetazione in determinate zone. E tra quelle elencate c'è anche il "contenimento della vegetazione posta tra proprietà privata e il fiume Botteniga lungo via Botteniga ", esattamente dove si trovava il pioppo all'epoca già tenuto sotto controllo dai residenti. Le altre aree citate erano le sponde dello Storga tra via Storga e Strada Callalta e via Polveriera. In un'altra mail, successiva e sempre diretta al Genio, si parlava proprio del pioppo di via Botteniga inoltrando così una segnalazione fatta sempre dai residenti. E, in un'altra ancora, veniva citato in un elenco di alberi da controllare.