Di fronte alle ondate di calore che stanno investendo l’Europa – Italia compresa, con punte di 40°C –, la risposta annunciata dal Governo Meloni appare ancora confinata alla gestione dell’emergenza. Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha convocato per domani una riunione tecnica al dicastero, osservando che per eventuali interventi a tutela dei lavoratori esistono competenze regionali e ministeriali distinte.
Ma il caldo estremo non è più un fenomeno circoscritto, che si affronta tramite circolari, a maggior ragione in un Paese come l’Italia dove 2,4 milioni di famiglie vivono in condizione di povertà energetica e non possono quindi mantenere la propria abitazione a una temperatura sicura durante le ondate di calore, mentre il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (Pnacc) è ancora fermo al palo.
L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) descrive appieno la magnitudo dell’evento meteo estremo in corso, legato alla crisi climatica dovuta all’uso dei combustibili fossili. Negli ultimi quattro anni il caldo ha causato oltre 200mila morti nell’Unione europea e nei Paesi associati, e la maggior parte sarebbe stata prevenibile. L’Europa, ricorda l’Oms, si sta riscaldando più rapidamente di qualunque altro continente; la quota più alta di decessi prematuri legati alle temperature estreme si è registrata in Italia, seguita da Spagna, Germania e Grecia.










