La presenza delle forze armate americane sul territorio italiano si fonda su accordi che risalgono agli anni Cinquanta

L’eventuale impiego delle basi militari statunitensi presenti in Italia è disciplinato da una serie di accordi bilaterali stipulati tra Roma e Washington nel corso degli ultimi decenni. E ogni eventuale utilizzo delle installazioni deve essere valutato alla luce delle intese vigenti tra i due Paesi.

La presenza delle forze armate americane sul territorio italiano si fonda su accordi che risalgono agli anni Cinquanta. Il principale è il Bilateral Infrastructure Agreement, firmato nel 1954 e successivamente aggiornato nel 1973. A questo si è aggiunto il Memorandum d'intesa Italia-Stati Uniti del 1995, che disciplina diversi aspetti operativi delle basi. Il quadro giuridico trova inoltre origine nel NATO Status of Forces Agreement (SOFA), sottoscritto a Londra nel 1951, che regola lo status delle forze militari dei Paesi alleati ospitate sul territorio di altri Stati membri.

Quando serve il via libera del governo

Secondo quanto spiegato dalla premier Meloni, in uno degli ultimi interventi nel merito, gli accordi prevedono una distinzione tra attività di natura logistica o di supporto e operazioni militari offensive. Per le prime sarebbero sufficienti le autorizzazioni tecniche già previste dalle intese bilaterali.