Le dichiarazioni del segretario generale della Nato Mark Rutte hanno riacceso lo scontro politico sull’utilizzo delle basi americane presenti in Italia durante l’operazione statunitense contro l’Iran. Il governo respinge le accuse e sostiene di aver autorizzato esclusivamente attività logistiche previste dagli accordi internazionali. Ma la vicenda riapre interrogativi sul confine tra supporto tecnico e coinvolgimento in un conflitto.
È bastata una frase pronunciata da Mark Rutte per innescare un nuovo scontro tra governo e opposizioni. Intervenendo a Fox News per rivendicare il sostegno fornito dagli alleati europei agli Stati Uniti durante la guerra in Iran, il segretario generale della Nato ha sostenuto che centinaia di aerei americani sarebbero decollati dalle basi presenti in Italia per supportare l'operazione militare statunitense. Parole che sono state immediatamente interpretate dalle opposizioni come una possibile smentita delle rassicurazioni fornite nelle scorse settimane dall'esecutivo. Da qui le richieste di chiarimento rivolte alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai ministri competenti, con l'accusa di non aver illustrato fino in fondo quale sia stato il ruolo svolto dall'Italia durante la crisi.










