Sullo sfondo c’è la guerra tra Usa e Israele da una parte, e l’Iran dall’altra. E, scendendo più nel dettaglio, le recenti minacce di Teheran, secondo cui «azioni difensive da Paesi europei sarebbero considerate un atto di guerra».
Il tema, particolarmente delicato, è quello della possibilità per gli Stati Uniti di utilizzare le basi che hanno sul territorio italiano per operazioni contro il regime degli ayatollah. I Cinque Stelle hanno chiesto al Governo Meloni di dare la linea su questa questione.
Risultato: il ministro della Difesa Guido Crosetto in un tweet di risposta al profilo M5s, in merito all’utilizzo delle basi in Italia da parte delle forze militari Usa, ha chiarito: «Su Muos e Sigonella ed altro sono pronto a rispondervi ma vorrei ricordarvi cosa vi ho già detto in Parlamento: l’utilizzo delle basi militari sul territorio nazionale, specie quelle Usa, avviene in aderenza ad accordi quali il Nato Sofa del 1951, il Bilateral Infrastructure Agreement del 1954 aggiornato nel 1973 e attualizzato con il Memorandum d’intesa Italia-Usa del 1995. Come si può facilmente notare, quindi, tali cornici giuridiche regolamentano queste attività da decenni e nessun governo ha avvertito l’esigenza di modificarle». Non si ha notizia di accordi successivi al 1995.










