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Mario Gerevini

Tra gli investitori società delle Isole Vergini, Bahamas, Malta, Delaware. Nello statuto la clausola del contributo pubblico. L’ex presidente di Kraft, i top manager di birra Corona e Budweiser

«Immaginiamo un luogo dove lusso e natura convivono in armonia». Immaginiamolo. Ma alle parole di Alberto Biancu, sardo, 39 anni, capocordata del progetto Tavolara Bay, manca il terzo elemento: i soldi. Lusso, natura e soldi creano una sinfonia per chi vuole trasformare uno splendido lembo di costa sarda in un paradiso vacanziero esclusivo con ville da 13 mila euro al metro quadro, hotel a 5 stelle e spiagge private. Ne ha scritto Gian Antonio Stella il 10 giugno. Ma chi mette i capitali? Da dove vengono? E quella strana clausola su un possibile contributo economico del governo italiano?

Da Bahamas alla SardegnaEcco gli investitori: quattro italiani (13%) e il gruppo turistico-immobiliare brasiliano Jhsf di Josè Auriemo Neto (44%) al controllo congiunto con la holding lussemburghese Csfg Re Europe (43%). Quest’ultima è posseduta da ricchissime famiglie e manager che diversificano i loro portafogli attraverso società o trust alle Isole Vergini, Malta, Bahamas, Delaware. Nomi e cognomi emergono dalle carte che abbiamo consultato. Tutti fanno affidamento anche su un «contributo governativo» italiano, come testualmente si legge nei documenti contrattuali.