Un hotel con una cinquantina di alloggi di lusso, 30 ville, ristoranti, servizi, campi da tennis e da golf. Persino un porto turistico. Il tutto da costruire ex novo tra Cala Finanza e Punta La Greca, in Sardegna, appena davanti all’isola di Tavolara. Si chiama Tavolara Bay ed è un progetto immobiliare che coinvolge una serie di soci dall’Italia (una stretta minoranza) e dall’estero. La bocciatura del Comune, del ministero della Cultura, della Soprintendenza e della Regione autonoma è stata superata dalla decisione del Consiglio dei ministri del 4 giugno scorso. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, sarebbero quattro i soci italiani - tra cui Alberto Biancu, amministratore delegato del progetto, Carlo Di Biagio, Davide Bizzi ed Ezio Simonelli, presidente della Lega Serie A (13%) - mentre la maggioranza delle quote farebbe capo al gruppo turistico-immobiliare brasiliano Jhsf (44%) e alla holding lussemburghese Csfg Re Europe che detiene il 43% del progetto ed è partecipata da investitori che, secondo la documentazione societaria citata dal Corriere, operano attraverso società o trust registrati in giurisdizioni come Isole Vergini Britanniche, Bahamas, Delaware e Malta.Il caso esplode mentre dall'altra parte dell'Adriatico, in Albania, continua a far discutere - fino ad arrivare alla protesta di massa - il progetto turistico sostenuto da Jared Kushner lungo la costa albanese, in un’area protetta. Due vicende diverse per dimensioni, assetti proprietari e iter amministrativi ma che tracciano un parallelo: in Albania le contestazioni pubbliche e le proteste hanno accompagnato il dibattito sul progetto. In Sardegna, invece, lo scontro si sta consumando soprattutto tra sedi istituzionali e amministrative.Al centro della vicenda c'è un tratto di costa nel comune di Loiri Porto San Paolo, di fronte all'isola di Tavolara. Il comune e la Regione Sardegna contestano la compatibilità dell'intervento con i vincoli paesaggistici dell'area mentre i promotori utilizzano, per una fase del procedimento, la procedura della Zes Unica (Zona economica speciale). La decisione arriva così sul tavolo del Consiglio dei ministri, che il 4 giugno autorizza il proseguimento dell'iter.E sui tavoli ministeriali potrebbe rimanere per altre questioni. Nei documenti societari viene infatti richiamata la possibilità che la società possa ricevere entro cinque anni un "contributo governativo", definito come una "potenziale sovvenzione in denaro" nell'ambito di un contratto di sviluppo turistico. Al momento si tratta di una previsione inserita nei documenti societari e non di un contributo già assegnato.Durissima la reazione delle associazioni ambientaliste. In una nota Wwf Italia parla di “un caso che va ben oltre il singolo intervento edilizio” e sostiene che “si sta cercando di far passare come un semplice procedimento amministrativo un'operazione che rischia invece di alterare in modo irreversibile un contesto rimasto fino a oggi sostanzialmente integro”. L'associazione sottolinea inoltre che “Tavolara Bay rischia di diventare il banco di prova di un uso distorto della Zona Economica Speciale” e avverte che, se passasse questo principio, “il precedente sarà pesantissimo e riguarderà una parte enorme del territorio nazionale”.
Tavolara Bay, il resort extralusso nel cuore blu della Sardegna bocciato da Regione e Soprintendenza e spinto dal governo
Wwf Italia: “Si sta cercando di far passare come un semplice procedimento amministrativo un'operazione che rischia invece di alterare in modo irreversibile un c













