È scontro tra le istituzioni per il progetto di Tavolara Bay, resort di lusso che dovrebbe sorgere in un tratto di costa protetto davanti all’isola di Tavolara.

Tavolara

Tavolara Bay vedrà la luce? Il progetto è al centro di un acceso scontro tra le istituzioni. Da un lato ci sono la Regione Sardegna e il Ministero della Cultura, che si stanno opponendo. È netta la loro posizione: sono contrari alla costruzione di questo resort di lusso. Eppure, il 4 giugno 2026 il Consiglio dei ministri si è espresso a favore, dando l'autorizzazione nell'ambito della Zes (Zona economica speciale).

Il resort della discordia dovrebbe essere una struttura a cinque stelle, con tanto di hotel, ristoranti, porto turistico, spa, ville private, campo da golf, impianti sportivi e ristoranti, situato però in un tratto di costa protetto. Siamo a Cala Finanza, proprio davanti all'isola di Tavolara, per la precisione a Loiri Porto San Paolo (vicino Olbia). La posizione, sicuramente accattivante dal punto di vista turistico, fa nascere problemi di altra natura: paesaggistica, ambientale. È pur sempre un'area marina protetta istituita nel 1997 e il Piano Paesaggistico Regionale sardo vieta qualsiasi edificazione entro 300 metri dalla battigia. Da parte della holding ci sono le migliori intenzioni: si parla di un progetto sostenibile, basato sull'impiego della bioedilizia e di fonti di energia rinnovabile , così da tutelare la biodiversità e valorizzare il territorio, senza snaturarlo. Nonostante questo vincolo, il Consiglio dei ministri ha ugualmente dato l'ok a procedere, sfruttando la Zes, ossia il percorso pensato per accelerare gli investimenti nel Mezzogiorno, nato per favorire la crescita del Sud Italia attraverso nuovi investimenti che possano creare nuovi posti di lavoro e incentivare l'economia. Con questo cavillo si è potuto superare la barriera messa dalla Soprintendenza, dalla Regione Sardegna, dal Gruppo d’Intervento Giuridico e da Legambiente, che si erano tutti opposti. È apparso un messaggio anche sul sito del WW: "Siamo di fronte a una pressione crescente su un tratto di costa che dovrebbe essere protetto e conservato e non piegato agli interessi della speculazione immobiliare".