CALA FINANZA. Prima un Consiglio comunale infuocato, nel municipio di Loiri Porto San Paolo, lo scorso 30 giugno. Poi una manifestazione assai partecipata, mercoledì primo luglio, è un coro condiviso: «Chi oserà toccare questo paradiso di Sardegna, se la dovrà vedere con noi». Parole che hanno sortito gli effetti sperati, a quanto pare, e che sono rimbalzate nella Capitale. Quindi, niente più zona economica speciale a Cala Finanza, nel cuore della Gallura: il progetto d’installazione di un “glamping” (tendenza assai in voga e capace di far dialogare glamour e campeggio) da parte della società Tavolara Bay sul promontorio della località costiera, non ha più le autorizzazioni del Governo Meloni. Il Dipartimento per il Sud di Palazzo Chigi è stato categorico. Ha disposto la revoca dell’autorizzazione del 6 febbraio 2026, che aveva dato il via libera al progetto. «La revoca del governo è stata adottata proprio in ragione della sopravvenuta revoca, da parte del nostro Consiglio comunale, della delibera di indirizzo n. 50 del 25 novembre 2025», dichiara il sindaco di Loiri Porto San Paolo, Francesco Lai. D’altronde, martedì scorso il primo cittadino aveva illustrato davanti a Giunta e consiglieri comunali le motivazioni della sua richiesta, in una seduta convocata in tutta fretta e con un solo punto all’ordine del giorno. Obiettivo: la revoca in autotutela della discussa delibera di novembre. Adesso, a due giorni di distanza, e dopo la massiccia partecipazione alla marcia di protesta svoltasi il primo luglio proprio a Cala Finanza, è arrivato lo stop da Roma. Atteso, invocato da cittadini e attivisti pronti a dare battaglia, ancora una volta, a difesa di un territorio dalla natura mozzafiato, ma tanto per cambiare in pericolo. Il progetto Lo stop riguarda l'unico progetto presentato, quello del “glamping”, mentre - come ha anche fatto sapere la Regione guidata dalla presidente Alessandra Todde - non è mai stata presentata alcuna istanza su un resort che la società Italo-brasiliana Tavolara Bay Srl, che fa capo al gruppo Jhsf, avrebbe intenzione di realizzare in quell’area. «È una vittoria del principio di leale collaborazione tra istituzioni. È la dimostrazione che quando un Comune esercita con serietà e rigore le proprie prerogative, lo Stato sa ascoltare. E sa correggersi», rimarca il sindaco Lai. «Si conferma ciò che la Regione sostiene fin dall’inizio», puntualizza Francesco Spanedda, assessore di Urbanistica ed Enti Locali. «La questione non era essere favorevoli o contrari agli investimenti, ma il rispetto delle regole e delle competenze istituzionali. La pianificazione urbanistica non è un passaggio formale e le procedure straordinarie non possono trasformarsi in scorciatoie».