Dietrofront del governo sul progetto del glamping di lusso previsto a Cala Finanza, nel territorio di Loiri Porto San Paolo, davanti all'isola di Tavolara. Il Dipartimento per il Sud della Presidenza del Consiglio ha revocato l'autorizzazione rilasciata il 6 febbraio 2026 nell'ambito della Zona economica speciale (Zes), facendo così decadere il via libera al progetto presentato dalla società Tavolara Bay. "La revoca è stata adottata proprio in ragione della sopravvenuta revoca, da parte del nostro Consiglio Comunale, della delibera di indirizzo n. 50 del 25 novembre 2025" ha dichiarato il sindaco di Loiri Porto San Paolo Francesco Lai. La decisione arriva infatti pochi giorni dopo la seduta del consiglio comunale del 30 giugno, durante la quale lo stesso Lai aveva illustrato la motivazione della richiesta ai consiglieri di revocare in autotutela (una procedura che può essere seguita in caso di sopravvenuti motivi di pubblico interesse o per un mutamento di situazione di fatto) una delibera del novembre del 2025. Con questa, il Comune aveva infatti dato il proprio assenso al progetto che prevedeva la variante urbanistica dell'area da zona di tutela a zona per insediamenti turistici, a condizione che non venissero realizzati nuovi volumi e fossero preservati gli accessi pubblici alle spiagge. Appena ieri (1 luglio), poi, si era tenuta una manifestazione che aveva visto la partecipazione di centinaia di cittadini e gruppi di attivisti proprio a Cala Finanza. La revoca riguarda l'unico progetto formalmente presentato agli uffici, quello relativo al glamping. Come ha ribadito anche la Regione Sardegna, non risulta invece depositata alcuna istanza per il resort di lusso che la società Tavolara Bay Srl, riconducibile al gruppo brasiliano Jhsf, avrebbe in programma di realizzare nell'area."È una vittoria del principio di leale collaborazione tra istituzioni. È la dimostrazione che quando un Comune esercita con serietà e rigore le proprie prerogative, lo Stato sa ascoltare. E sa correggersi", ha commentato Lai. Sulla stessa linea l'assessore regionale agli Enti locali e all'Urbanistica, Francesco Spanedda: "La questione non era essere favorevoli o contrari agli investimenti, ma il rispetto delle regole e delle competenze istituzionali”. Di fatto, secondo Spanedda, il Governo sarebbe stato costretto “a fare un passo indietro rispetto a una procedura che aveva imposto”. “La revoca dell'Autorizzazione Unica - continua l’assessore - per noi costituisce una conferma: la pianificazione urbanistica non è un passaggio formale e le procedure straordinarie non possono trasformarsi in scorciatoie. Le regole valgono per tutti e non sono un ostacolo allo sviluppo, ma la condizione perché lo sviluppo sia legittimo e duraturo. E ribadisco: l'autonomia speciale della Sardegna non può essere aggirata". "La Regione si è opposta al provvedimento in ogni sede: durante la Conferenza di servizi, con l'opposizione formale al consiglio dei ministri e davanti al giudice amministrativo - ha dichiarato il vice presidente della Regione Sardegna, Giuseppe Meloni - Lo ha fatto perché riteneva che il progetto fosse in contrasto con la normativa paesaggistica regionale, con il Piano Paesaggistico Regionale e con le competenze che lo statuto speciale attribuisce alla Sardegna in materia di governo del territorio". Il progetto aveva inizialmente ottenuto il via libera attraverso la procedura della Zes Unica, lo strumento pensato per accelerare gli investimenti nel Mezzogiorno, nonostante i pareri contrari espressi da Regione, Ministero della Cultura e Soprintendenza. Proprio questa autorizzazione era stata contestata dalla Regione - che ha presentato ricorso al Tar - e dal Movimento 5 Stelle, che ieri aveva depositato un'interpellanza parlamentare chiedendo al governo di chiarire le ragioni del via libera e le modalità con cui intende garantire il rispetto delle competenze della Sardegna in materia urbanistica.