La tracotanza. La hybris, concetto fondamentale nella tragedia greca. Ambizione senza misura, sfidare gli dei e il destino, il prezzo da pagare sarà altissimo. Non solo per sé, come sanno bene “I Persiani“, mandati al macello dal loro sovrano Serse ubriaco di sogni imperialistici. Una flotta gigantesca schiantatasi a Salamina contro Atene e i suoi alleati. Storia che Eschilo condivide sul palco a pochi anni di distanza. Con uno scarto intellettuale inedito, quasi novecentesco: raccontare l’episodio dal punto di vista degli sconfitti. Non per glorificare la democrazia ateniese ma per aprire in teatro un dialogo costruito sulla vicinanza. L’empatia. La scena si apre a Susa, la regina Atossa è in attesa di notizie. C’è pure il fantasma di Dario. E quando arriva il messaggero, non fa che comunicare quello che tutti temevano. Una tragedia che pare indagare il presente e non il 480 a.C. Eppure è la più antica che ci é arrivata integra. Domani e dopo la si ritrova nello sguardo di Giovanni Ortoleva, ospite del TeatroLaCucina all’ex Paolo Pini per il festival “Da vicino nessuno è normale“ di Olinda. Sul palco Valentina Picello, Pietro Giannini, Enrico Campanati e Marco Santi. Alle 20.30 in via Ippocrate, biglietti da 12 euro.
I Persiani e la guerra vista dai vinti
La tracotanza. La hybris, concetto fondamentale nella tragedia greca. Ambizione senza misura, sfidare gli dei e il destino,...










