Gli anziani, talvolta, sono anche socialmente svantaggiati perché soli. In molte occasioni i Comuni organizzano luoghi e momenti di incontro pomeridianoEMPOLILa gestione dell’anziano durante l’estate non è solo un compito medico, ma un impegno sociale. L’isolamento è un fattore di rischio tanto quanto la disidratazione. "Gli anziani, talvolta, sono anche socialmente svantaggiati perché soli – evidenzia il dottor Enrico Benvenuti, direttore del dipartimento della Medicina multidimensionale e responsabile della Geriatria Firenze-Empoli –. Il consiglio è di uscire nelle ore fresche della giornata e frequentare luoghi refrigerati. In molte occasioni i Comuni organizzano luoghi di incontro pomeridiano dove si svolgono attività ludico ricreative, che sono da incoraggiare. Questo perché il caldo aumenta l’isolamento sociale ed aumenta l’immobilizzazione che induce una riduzione delle competenze funzionali. In più chi è disabile è a maggior rischio di ammalarsi. Per questo gli effetti negativi del caldo vanno combattuti sia sul fronte medico che dello stile di vita".Il ruolo di chi sta vicino all’anziano — che sia un familiare o un vicino di casa — diventa il primo presidio sanitario sul territorio.Il dottor Luca Masotti, direttore delle unità di Medicina Interna 2, richiama alla responsabilità collettiva: "La vicinanza, fatta anche di piccoli gesti concreti, può prevenire situazioni di scompenso sociale che poi si tramutano in emergenze cliniche. Il nostro obiettivo deve essere gestire le difficoltà il più possibile a domicilio. La casa rimane il luogo appropriato per la cura dell’anziano fragile: evitare ospedalizzazioni non strettamente necessarie impedisce l’innesco di circoli viziosi che portano a un ulteriore declino fisico e cognitivo".