Si scioglierà oggi, nella riunione del Csm, il nodo sul futuro di Michele Emiliano, magistrato nel limbo dal sette gennaio corso, quando ha terminato il percorso «fuori ruolo» di governatore della Puglia: il plenum si esprimerà su due proposte elaborate dalla terza commissione, quella preposta a indirizzare il ritorno o meno in organico dei togati, come il via libera ad incarichi extra-giurisdizione.
Sul tavolo del Consiglio superiore della magistratura ci saranno le due delibere approvate in prima battuta dall’organismo presieduto da Marcello Basilico: la prima (caldeggiata dai togati) prevede che Emiliano vada a fare il consulente sui problemi del caporalato presso la Commissione d’inchiesta del Senato, presieduta dal vendoliano Tino Magni. Il senatore di Avs ha richiesto l’impegno del magistrato barese con un iter che si è sostanziato in una prima richiesta e in altre tre lettere per completare l’iter (compresa una con la disponibilità dello stesso Emiliano ad assumere l’incarico). Il rebus su questo fronte riguarda la presenza già di un magistrato fuori ruolo per coadiuvare i lavori: i regolamenti del Csm non consentirebbero l’autorizzazione di un secondo, ma potrebbe essere riconosciuta una eccezione.








