Il fuori ruolo permetterà a Emiliano, 68 anni, di non perdere lo status di magistrato, anche ai fini della pensione
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La telenovela sul collocamento fuori ruolo di Michele Emiliano (nella foto) che rischiava di doversi rimettere la toga e tornare in ufficio si è conclusa dopo quasi sei mesi con il via libera del Csm al nuovo incarico da consulente della commissione d'inchiesta del Senato sulle condizioni di lavoro. Dopo avergli negato di poter fare il consigliere giuridico del suo delfino Antonio Decaro in Puglia - che per correre alle Regionali aveva imposto al governatore uscente la rinuncia a ogni candidatura - ora il Csm ha autorizzato Emiliano a distaccarsi a Palazzo Madama. Il fuori ruolo permetterà a Emiliano, 68 anni, di non perdere lo status di magistrato, anche ai fini della pensione. E anche se quel mestiere da oltre vent'anni non lo fa più, essendosi dedicato anima e cuore alla politica pugliese, prima come sindaco e poi come governatore. In attesa di una prossima candidatura alle Politiche del 2027 l'ex presidente rischiava però di doversi rimettere la toga. Ecco allora l'exit strategy del Senato, trovata dal Pd e veicolata dal presidente della commissione. Il partito del resto qualcosa gli doveva, avendolo costretto a ritirarsi dalla corsa alle ultime Regionali, perché Decaro sul punto era stato irremovibile. "O me o lui", aveva detto al partito l'ex sindaco di Bari, mentre il governatore uscente mirava solo a un seggio in consiglio regionale. I dem avevano allora spinto Emiliano al passo indietro, con la garanzia di un incarico regionale, magari un assessorato. Ipotesi tramontata subito dopo la vittoria di Decaro, che a quel punto aveva offerto a Emiliano di fargli da consigliere giuridico. Incarico non previsto per il fuori ruolo, aveva però spiegato il Csm. E non era servito che Decaro in persona si presentasse a Palazzo dei marescialli a perorare la causa.









