Si fa più concreta la possibilità che l’ex governatore pugliese Michele Emiliano non torni a fare il magistrato ma diventi consulente della commissione d’inchiesta sul lavoro irregolare del Senato. La Terza commissione del Consiglio superiore della magistratura ha votato la richiesta formulata dalla commissione parlamentare e ha poi trasmesso la delibera al Plenum, che dovrà dire l’ultima parola. La proposta favorevole al collocamento fuori ruolo ha avuto quattro voti favorevoli; quella contraria – che prevede il suo ricollocamento come giudice a Benevento – due.

Entrambe le ipotesi saranno esaminate dal Plenum.Ieri – 3 giugno – Emiliano è stato ascoltato dalla commissione presieduta dal magistrato Marcello Basilico, alla quale ha riferito le sue perplessità sul rientro nelle aule di giustizia, dopo oltre 20 anni spesi come politico. Come sedi possibili, se il Csm decidesse che deve rientrare, ha indicato gli uffici giudiziari di Benevento o la Dna. L’altra opzione, quella di consulente parlamentare, è stata avanzata al Consiglio superiore dal presidente della Commissione parlamentare Tino Magni (Avs).

Magni ha inviato alla Terza commissione una lettera dettagliata sui compiti che dovrebbe svolgere l'ex governatore. Che andrebbe ad affiancare un'altra magistrata fuori ruolo, che da oltre tre anni opera nella commissione e che si occupa di questioni legate agli infortuni sul lavoro. È stato lo stesso Csm a chiedere a Magni ulteriori dettagli sulla richiesta per Emiliano. Emiliano nella sua audizione ha richiamato la legge Cartabia, secondo la quale un magistrato che è stato in politica debba essere messo fuori ruolo per garantire imparzialità.