Più che un’audizione, uno show. Michele Emiliano, magistrato ed ex governatore della Puglia, ieri è intervenuto davanti alla terza commissione del Csm per confrontarsi con i commissari sul bivio che lo vede protagonista, tra la richiesta del Senato di averlo come consulente e il ritorno in magistratura dopo la fine degli incarichi elettivi.

Il leader barese è stato protagonista di un intervento a tratti coinvolgente e a tratti salutato dal sorriso dei presenti: «Mi rimetto alla volontà del Csm» è stato il suo refrain, ma la tesi presentata è stata molto più articolata. Il magistrato condivide la ratio della legge Cartabia: «È vigente, non consente il rientro dei magistrati che hanno fatto politica in organico. Su di me non si applica perché, caso unico, sono fuori ruolo da 22 anni». Il passaggio successivo è stato questo: «Amo la magistratura, sono felice di tornare a indossare la toga», ha chiosato, ma un passaggio simile lo ritiene «un danno incalcolabile». Perché? Tornare ad esercitare l’azione penale davanti alla cittadinanza potrebbe generare corto circuiti, nonché scarsa serenità «nello svolgere il ruolo inquirente», e lo stesso sentimento potrebbe ritrovarsi «nei cittadini indagati».