Alle sei e trenta della sera, dopo aver parlato per quasi dieci ore, la voce del pm Sergio Colaiocco si è rotta per la prima volta.
L’aula bunker di Rebibbia aveva tutto il diritto di essere stanca – il caldo, la lunghissima discussione, la tensione emotiva – eppure nell’aria c’era uno dei silenzi più rumorosi della giornata, secondo forse solo a quando erano state elencate le fratture, una per u…











