"Giulio è morto dopo atroci sofferenze. Ha sopportato tutto lucidamente, senza essere sedato, narcotizzato e senza alcun sollievo". Così il procuratore aggiunto Sergio Colaiocco nella requisitoria di martedì durante il processo per la morte di Giulio Regeni.

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A più di dieci anni dalla morte del ricercatore friulano, nell'aula bunker di Rebibbia a Roma si è tenuto il processo a carico dei quattro 007 egiziani accusati di avere sequestrato, torturato e ucciso Regeni nel gennaio del 2016 al Cairo.

"Gli abbiamo dato il colpo di grazia", ha detto il procuratore citando i quattro funzionari del Cairo. "Ciò che qui si giudica non è la semplice soppressione di una vita umana. Ciò che qui si giudica è l'esercizio metodico, freddo, organizzato della violenza su un uomo inerme.

A rafforzare la requisitoria hanno contribuito le immagini della Tac eseguita sul corpo di Regeni dai consulenti medico-legali della procura, mostrate in aula.