Leonarda (Dina) Alberizia, Domenico Centrone e gli altri otto attivisti del Global Sumud Convoy hanno lasciato Bengasi e sono finalmente liberi. La notizia è circolata ufficiosamente ieri pomeriggio, poi la conferma con un post su X del ministro degli esteri Tajani: insieme ad Alberizia e Centrone «è stato affidato al nostro console a Bengasi anche Matias Alvarez Rodriguez, uruguaiano con cittadinanza italiana, che abbiamo seguito e assistito in questi giorni». Settimane lunghe e confuse, resta un grande sollievo che non risparmierà nei prossimi giorni «il tempo dell’analisi di quello che è accaduto», ha affermato la portavoce della Flotilla Maria Elena Delia.
Alberizia e Centrone avrebbero trascorso la notte di ieri nel consolato italiano a Tunisi, la città dove oggi Tajani aprirà il Forum economico imprenditoriale Italia-Tunisia insieme alla prima ministra tunisina Sarra Zaafrani Zenzri.
IL RIENTRO IN ITALIA è previsto per oggi, a «un mese esatto della detenzione in Libia scattata il 24 maggio», ha ricordato Delia. Un compleanno scampato dentro le carceri libiche per Domenico Centrone. «Mi hanno dato la notizia e ho pensato solo a questo e a nient’altro. Io e i miei genitori siamo al settimo cielo. Aspettiamo che Nico ci chiami e aspettiamo di poterlo riabbracciare. Non ho i dettagli del lavoro diplomatico del Ministero degli Esteri e delle altre istituzioni italiane, ovviamente, ma sono certa che abbiano fatto un lavoro eccellente. Grazie alle nostre istituzioni, grazie a tutto lo spettro politico che davvero, da destra a sinistra, in questo mese si è speso per la liberazione di Nico. Grazie ai giornalisti che con etica hanno evitato che cadesse il silenzio su questa vicenda. Grazie ai compagni e alle compagne di Nico che hanno pensato a lui in ogni momento”», ci racconta Giuseppe Alberizia, fratello di Leonarda.













