Dieci, centu citaleni

vannu muti in prucessioni.

Nun c’è santu di prigari,

immu tutti a travagliari.

Davanti all’ingresso della surfara, una buca che attraversava la collina, una gola muta che urlava senza voce, cantavano i minatori. Il loro era un inno alla rassegnazione che le preghiere non avrebbero mai potuto rischiarare.