Loro non ne potevano più. Quei sorrisini, gli sfottò, le battute che anche se venivano fatte in buona fede, senza pensarci, per il solo gusto di una mezza risata e lungi dall’intento di offendere, epperò sempre, giorno dopo giorno, al calcetto, alle feste di compleanno, a scuoper non attirare l’ennesimo occhiolino complice che ha pure stufato e fatela-finita-please. A sentirvi in imbarazzo quando vi chiamano dal dottore, all’università, a fare l’esame per la patente. Oppure quando vi chiedono le generalità per ritirare una raccomandata. I Muratori ci han dato un taglio. Il loro babbo no. Lui ha resistito e ancora resiste (nonostante abbia mostrato tutta la sua solidarietà ai ragazzi non opponendosi alla loro scelta), perché «ha le spalle larghe e non ci fa più caso», dice l’avvocato che ha seguito i suoi figli, Cinzia Noelli, semmai «il timore è fortemente giovanile, per i contesti in cui emergono potenzialmente certe problematiche». Chiariamoci: non stiamo parlando né di atti di bullismo né di vessazioni pesanti, però mica è quello il punto. È lo stillicidio incessante. E infatti, a catena, prima uno, dopo l’altro e infine il terzo han optato per il rinnovo della carta d’identità.
Rimini, il calvario dei fratelli Bocchini: la loro scelta radicale | Libero Quotidiano.it
Loro non ne potevano più. Quei sorrisini, gli sfottò, le battute che anche se venivano fatte in buona fede, senza pensarci, per il s...









