Nelle profondità della terra, il canto di un ricercatore interrompe bruscamente migliaia di anni di silenzio. La sua voce sembra risvegliare le pareti della caverna, che si anima di sonorità ancestrali. L’uomo cammina verso gli echi che risuonano nella grotta, finché il fascio luminoso della lampada frontale non colpisce antiche pitture.

Questo rudimentale esperimento, condotto parecchi decenni fa, ha portato a una scoperta notevole: l’arte rupestre preistorica, che è perdurata per diverse decine di millenni, era destinata a essere ascoltata, oltre che guardata.