Che suono ha Stonehenge? E la tomba a corridoio di Newgrange? Pur non essendo stati progettati come strumenti musicali, numerosi siti preistorici appaiono permeati di suono. È ciò che ha provato a indagare il polistrumentista Adi NewtonChe suono ha il complesso di Stonehenge? Che vibrazioni producono i cerchi di pietra megalitici della Cornovaglia? E le pareti della tomba a corridoio di Newgrange, che risonanze generano? Non sono domande poetiche, queste, ma acustiche. Anzi, archeoacustiche. Pur non essendo stati progettati come strumenti musicali, numerosi siti preistorici appaiono, infatti, permeati di suono. Sono caratterizzati, cioè, da proprietà acustiche: rispondono a determinate frequenze, generano risonanze, amplificanPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Monica ZornettaGiornalista, saggista, ricercatrice indipendente. Collabora con quotidiani e settimanali nazionali e internazionali. Tra i suoi libri: "A casa nostra. Cinquant'anni di mafia e criminalità in Veneto"; “La resa. Ascesa, declino e pentimento di Felice Maniero”; “Ludwig. Storie di fuoco, sangue, follia”; “Alla fine del mondo. La vera storia dei Benetton in Patagonia”.