CISON DI VALMARINO (TREVISO) - Esplorare. Sulla Terra è ancora possibile? Il mondo diventa sempre più a portata di click, abbattendo barriere e confini. Basti pensare che a un'applicazione dell'Agenzia spaziale europea è possibile monitorare, in tempo reale, gli sviluppi di eventi naturali come incendi, inondazioni o eruzioni vulcaniche. Oppure è possibile osservare la geomorfologia della crosta, grazie alle immagini acquisite da Envisat, il satellite di osservazione della Terra più grande del mondo. Nemmeno lo sguardo di un satellite può arrivare in ogni dove. Una piccola crepa che spacca la roccia. Oltre la fenditura, un passaggio che conduce al cuore della montagna. Qui entrano in gioco gli speleologi. «La speleologia non è uno sport, ma una disciplina - queste le parole di Adriano Feltrin, giovane speleologo di Codogné - che mira alla scoperta, allo studio e alla documentazione delle cavità sotterranee». Insomma, c'è chi, nel proprio tempo libero, si dedica alla scoperta di ciò che non si vede. «La flebile luce che, durante l'attività, abbiamo sul nostro casco - continua Feltrin - si immerge là, dove prima c'era il buio, dando delle nuove forme alla montagna stessa. Tutto ciò è possibile ad appena pochi minuti di macchina da casa».
Grotte delle Prealpi, nuova scoperta: dal fondo di una caverna riemerge la firma dello storico speleologo De Beni
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