PORDENONE/UDINE - Proseguono le esplorazioni dell'Unione Speleologica Pordenonese nel "continente buio". Dopo le entusiasmanti scoperte nell'Abisso Raut (Andreis), dove alcuni speleologi dell'Usp continuano, assieme ad altri colleghi del Gruppo Spelologico Sacile, ad addentrarsi nel cuore del sistema sotterraneo, ora è toccato alle Risorgive di Eolo (Trasaghis).
Hanno rivelato allo speleo-sub Daniele Ceschin nuovi scorci sinora rimasti inviolati, composti da più cascate, laghi sotterranei e immersioni nell'acqua cristallina. Per un totale di 300 nuovi metri di grotta esplorati. Un'operazione che ha richiesto la partecipazione di un nutrito gruppo di speleologi, soprattutto nella fase preparativa, a testimonianza di quanto complesso sia operare in questo tipo di ambiente. La spedizione è stata presentata giovedì sera nella sede del Cai con il documentario "Risorgiva di Eolo, oltre il conosciuto".
L'esplorazione ha regalato la scoperta di più sifoni e di tratti più e meno asciutti, intervallati da laghetti e da cascatelle, che Ceschin ha ripetutamente risalito, anche durante la seconda uscita, avvenuta nel fine settimana appena concluso. «Complessivamente - conclude lo speleologo - l'esplorazione ha finora portato alla luce circa 300 metri di grotta ad oggi mai calpestati. Il tratto percorso si dirige verso monte, dunque non c'è dubbio che si tratti del ramo che porta l'acqua al sifone da cui sono partito. Nelle prossime settimane ci occuperemo della realizzazione dei rilievi per avere un quadro generale più preciso di quanto scoperto. E poi valuteremo se e come procedere».






