A 120 metri sotto terra il tempo non scorre: pesa. Nella grotta dei Cinghiali Volanti, sopra Garessio, nell'Alta Val Tanaro, un giovane speleologo di circa vent'anni è rimasto bloccato nel pomeriggio di domenica 31 maggio dopo essere rimasto incastrato sotto una roccia. Ferito e impossibilitato a risalire autonomamente, il ragazzo attendeva i soccorsi mentre i tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico si preparavano a uno degli interventi più complessi che l'ambiente sotterraneo possa richiedere.

L'allarme è scattato attorno alle 17. Da quel momento le squadre del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese si sono messe in moto verso l'ingresso della cavità nel comune di Garessio, in provincia di Cuneo. Le prime informazioni disponibili parlavano di un giovane ferito e incastrato a circa -120 metri, senza ancora dettagli precisi sul tipo di trauma. In casi come questo la cautela non è un dettaglio linguistico: è parte della realtà operativa. Finché i soccorritori non raggiungono direttamente l'infortunato, ogni elemento in più rischia di diventare speculazione.

La grotta dei Cinghiali Volanti è una delle cavità più note dell'area carsica cuneese. Le fonti speleologiche la collocano a circa 1.200 metri di quota, con uno sviluppo di circa 540 metri e una profondità attorno ai 126 metri. Significa che il giovane si trovava, al momento dell'incidente, quasi nel settore più profondo della cavità conosciuta: un margine logistico strettissimo, dove quasi tutto l'intervento si svolge in ambiente sotterraneo pieno. Garessio e l'Alta Val Tanaro non sono nomi qualsiasi per chi conosce la speleologia piemontese: l'area vanta oltre 600 cavità censite tra grotte, pozzi e abissi verticali, ed è da anni uno dei riferimenti del carsismo dell'Italia nord-occidentale.