Il paradosso Trump
Fabrizio Cicchitto
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Tutti gli schemi sono saltati con imprevedibili ricadute: mi riconosco nell’intervista di Pigi Battista al Riformista di qualche giorno fa. Il paradosso è che Trump, con le sue improvvide esternazioni, rischia di provocare eccessi di anti americanismo, in Italia largamente coltivato sia nell’estrema sinistra che nell’estrema destra (I rossobruni di Cappellini). Chi scrive non è un sostenitore del governo ma nemmeno un suo detrattore sistematico e pregiudiziale, anche perché il convento allo stato non offre alternative credibili ed esaltanti (vedi la foto dei “quattro”).
Le due risposte di Giorgia Meloni sono state all’altezza della situazione anche quando ha affermato di voler interrompere la rissa facendosi carico dei valori e delle esigenze di tenuta politica dell’Occidente. Infatti, al di là delle manie di protagonismo in Italia di gruppi e gruppettini, c’è una triade anti occidentale Cina-Russia-Iran fondata su anti valori, sulla guerra ibrida, e sul rifornimento reciproco di armi. Meloni ha rivolto a Trump un addebito insieme veritiero e inquietante, ovvero che mentre è sprezzante con i suoi alleati europei è molto accomodante con gli autocrati. Non a caso qualche giorno fa Verderami ha sostenuto che Trump volesse rovesciare gli schemi arrivando all’intesa fra una triade che gestisce il mondo (USA, Cina, Russia) e che manda al diavolo l’Europa.















