A volte dimentichiamo che anche i grandi intellettuali sono persone, con le loro fragilità e le loro paure, proprio come noi. Ecco perché quando una figura come quella di Giovanni Testori - scrittore, drammaturgo, critico - viene raccontata da un punto di vista inedito, intimo, il primo impatto è positivamente spiazzante, perché ciò che vediamo non coincide con l’idea che avevamo in testa. Eppure uno sguardo più personale aiuta a capire meglio la sua opera. È questo il primo grande merito (e non l’unico) dello spettacolo scritto, diretto e interpretato da Alessandro Bandini (già vincitore del Premio Mariangela Melato per giovani attori, e protagonista di spettacoli molto apprezzati di cui abbiamo già parlato in questa rubrica): “Per sempre”, in cui il giovane attore genovese ripercorre la struggente storia d’amore tra Giovanni Testori e il gallerista Alain Toubas, ricostruita attraverso lettere inedite che i due amanti si sono scambiati tra il 1959 e il ’62 (produzione Lac, dramaturg Ugo Fiore, sguardo esterno Alessandro Sciarroni, coaching Tindaro Granata, consulenza spazio scenico Giulia Pastore, disegno luci Elena Vastano, consulenza musicale Federica Furlani).Bandini – di recente al Teatro di Villa Torlonia – si presenta in scena da solo, indossando una giacca di camoscio e dei pantaloni corti. Lo vediamo soffrire e amare disperatamente, è un vulcano in preda a sentimenti esplosivi. Ma prima ancora di esibirsi davanti al suo pubblico Bandini è attore-ricercatore, che infilandosi i guanti di lattice neri scava tra duemila lettere scritte a mano e in francese (più disegni e cartoline) acquisite dall’Archivio di Novate Milanese nel 2021, le traduce e costruisce una drammaturgia dove trovano spazio – proiettati alle sue spalle - anche i versi de “I Trionfi”, il poema d’amore testoriano che apre la trilogia dedicata a Toubas. Nato dalla partecipazione di Bandini alla Bottega amletica testoriana di Antonio Latella, “Per sempre” è un inno all’amore disperato, grandioso, da tenere in vita a tutti costi attraverso la poesia.
Duemila volte amore
Un carteggio sterminato. Messo in scena da Bandini per raccontare Giovanni Testori attraverso la grande passione della sua vita







