Dal recupero dei materiali ai ricambi rigenerati, passando per nuovi target sulla plastica riciclata: il regolamento europeo sugli ELV trasforma i veicoli fuori uso in una risorsa strategica per l’industria, l’aftermarket e la sostenibilità del settore automotive
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L’automobile non finisce più la propria corsa nel momento in cui esce dalla strada. Nel nuovo scenario europeo, il veicolo fuori uso diventa una risorsa industriale, un serbatoio di materiali, componenti e valore da riportare dentro la filiera. È una svolta che cambia il modo di progettare, produrre, smontare e recuperare l’auto, spingendo l’intero comparto automotive verso una logica di economia circolare. Il tema è stato al centro del primo appuntamento degli Autopromotec Dialogues, a Milano, dedicato alla rivoluzione degli End-of-Life Vehicles.Dal rottame alla risorsaIl nuovo regolamento europeo sui veicoli fuori uso punta a superare l’idea dell’auto come semplice rifiuto. La direzione è chiara: progettare vetture più facili da smontare, riparare, riutilizzare e riciclare, introducendo criteri di ecodesign fin dalle prime fasi industriali. Acciaio, alluminio, rame, plastica e componenti ancora utilizzabili entrano così in una nuova catena del valore, dove la fine del veicolo diventa l’inizio di un altro ciclo produttivo.Una filiera già oltre gli obiettiviLa transizione non parte da zero. Secondo i dati ISPRA richiamati durante il confronto, il comparto italiano delle demolizioni automotive supera già l’obiettivo europeo dell’85% di reimpiego e riciclo calcolato sul peso dei veicoli trattati. È il segnale di un settore che non vive più solo di demolizione, ma di tracciabilità, tecnologia e processi controllati. La sfida, ora, è trasformare questa capacità in un vantaggio competitivo stabile per tutta la filiera.Plastica riciclata e ricambi usatiIl regolamento introduce anche nuovi target sul contenuto di plastica riciclata nelle vetture: 15% entro sei anni e 25% entro dieci anni, con almeno il 20% proveniente dal riciclo a circuito chiuso dei veicoli fuori uso. In parallelo cresce il ruolo dei ricambi usati, soprattutto in un Paese come l’Italia, dove l’età media del parco circolante è di circa 12-13 anni. Secondo quanto emerso dall’intervento di Stellantis-SUSTAINera, i ricambi originali usati possono offrire un risparmio fino al 70% rispetto al nuovo, unendo sostenibilità e convenienza.









