Il veicolo fuori uso non sarà più considerato un rifiuto, ma una risorsa strategica da reinserire nel ciclo produttivo. È questo il messaggio emerso dal primo appuntamento degli Autopromotec Dialogues, il ciclo di incontri che accompagnerà il percorso verso la 31esima edizione di Autopromotec, in programma a BolognaFiere dal 26 al 29 maggio 2027. L'evento, ospitato presso la sede dell'Automobile Club Milano e intitolato 'ELV Revolution: quando la fine diventa un nuovo inizio', ha acceso i riflettori su uno dei temi più rilevanti per il futuro dell'automotive europeo, ovvero la gestione dei veicoli fuori uso nell'ambito della transizione ecologica e dell'economia circolare. Al centro del dibattito il nuovo regolamento europeo sugli End-of-Life Vehicles (ELV), approvato dal Parlamento europeo e in attesa dell'adozione formale da parte del Consiglio dell'Unione europea, che entrerà in vigore 24 mesi dopo la sua approvazione definitiva. L'obiettivo della normativa è ridefinire l'intero ciclo di vita dell'automobile, dalla progettazione allo smontaggio finale, incentivando la produzione di veicoli più facili da riparare, riutilizzare, smontare e riciclare. Durante l'incontro è emerso come la sfida non riguardi soltanto la sostenibilità ambientale, ma anche la competitività industriale europea e la gestione delle materie prime strategiche. Acciaio, alluminio, rame, plastica e componenti riutilizzabili sono destinati infatti a diventare parte integrante di una nuova catena del valore. Secondo quanto evidenziato da Lorella Volpato, vicepresidente di ADA (Associazione Demolitori Automotive), il settore del recupero ha già raggiunto elevati livelli di efficienza industriale, superando l'obiettivo dell'85% di reimpiego e riciclo calcolato sul peso dei veicoli trattati. "Il fine vita del veicolo - ha dichiarato - non è l'ultima tappa della filiera: è il punto da cui riparte il valore". Dal lato dei costruttori, Luca De Vita di ANFIA ha ricordato che il nuovo quadro normativo introduce obiettivi progressivi sull'utilizzo della plastica riciclata: il 15% entro sei anni e il 25% entro dieci anni, con almeno il 20% proveniente dal recupero a circuito chiuso dei veicoli a fine vita. "La circolarità non si aggiunge all'auto dopo - ha spiegato De Vita - ma va progettata dentro l'auto, fin dall'inizio". Importante, nel processo circolare, anche il contributo del mondo industriale. Stellantis, presente all'evento con Manuela Crippa, head of circular economy global commercial and marketing development - attraverso il programma SUSTAINera, ha ribadito l'importanza di progettare i veicoli in ottica circolare già dalla fase di sviluppo, favorendo il recupero dei materiali e il riutilizzo dei componenti. Un approccio che, secondo il gruppo, può tradursi in un risparmio fino al 70% per i clienti che scelgono ricambi originali usati. Il confronto ha coinvolto anche il mercato aftermarket. I dati presentati da GiPA Italia, sulla base delle rilevazioni effettuate in Francia, mostrano una crescente accettazione dei ricambi provenienti dall'economia circolare sia da parte dei riparatori sia degli automobilisti, confermando una progressiva maturazione del settore.
Autopromotec, il fine vita dell'auto diventa una nuova risorsa industriale - Mondo Motori - Ansa.it
Il veicolo fuori uso non sarà più considerato un rifiuto, ma una risorsa strategica da reinserire nel ciclo produttivo. (ANSA)








