Al di là della soluzione del diverbio attuale, occorre che questo o qualunque altro governo prevenga in partenza trappole simili. Senza di questo il futuro del Paese e dei suoi politici potrebbe non essere dei più fortunati

Le prime due guerre mondiali erano scoppiate in Europa e anche la terza, tra democrazie liberali e Unione sovietica, rischiava di partire da qui. L’Asia era un teatro secondario.

C’era stata la guerra di Corea negli anni ‘50 e nello stesso periodo, infiammava la guerriglia comunista in Vietnam, Indonesia o Malesia. Ma in tutti questi teatri fino alla metà degli anni ‘60, l’avanzata comunista sembrava potesse essere fermata. La forza di opposizione erano rapporti bilaterali tra America ed ex potenze coloniali della regione (Giappone in Corea, Francia in Vietnam e Gran Bretagna in Malesia).

In Europa invece si temeva che le orde di carrarmati sovietici dalla Germania est avrebbero potuto travolgere Parigi e stavolta anche Londra. Inoltre, i comunisti avevano forti appoggi in Europa in paesi come la Francia e l’Italia. L’Italia in particolare era minacciata da est sia dei comunisti jugoslavi che da quelli albanesi. Il fronte sud del Mediterraneo era anche delicato con molti paesi arabi che presto passarono a tifare per Mosca.