Per capire ciò che sta accadendo all’economia del mondo dobbiamo alzare lo sguardo al di là dei capricci di Trump e delle incertezze dei suoi interlocutori, a cominciare da Ursula von der Leyen. In realtà, i problemi che entrambi i continenti, Stati Uniti ed Europa, oggi sono chiamati ad affrontare riguardano questioni più esistenziali di una disputa doganale che si sta trasformando in un grande cinema, peraltro già smorzato rispetto agli annunci del 2 aprile scorso, e destinato ad attenuarsi ulteriormente nel momento in cui i dazi, come già sta accadendo, rallenteranno l’economia americana alzando l’inflazione. L’Ufficio per il bilancio del Congresso di Washington prevede per la fine dell’anno, un rallentamento della crescita (da 1,8 del 2024 a 1,3%) e un’inflazione di un punto più alta a causa dei dazi che hanno già iniziato a spingere all’insù il prezzo dei prodotti importati: da 2 a 3%. Ricordiamoci che fu l’inflazione il motivo più importante che indusse gli americani a votare per Trump, e che fra poco più di un anno negli Usa si voterà per rinnovare l’intera Camera dei deputati e un terzo dei senatori.
Diversivi e capricci dei leader
I problemi che entrambi i continenti, Stati Uniti ed Europa, oggi sono chiamati ad affrontare riguardano questioni più esistenziali di una disputa doganale che si sta trasformando in un grande cinema







