L’incertezza politica è la nuova normalità su entrambe le sponde dell’Atlantico, mentre Europa e Stati Uniti riequilibrano il loro rapporto. Ma, anche se le reazioni emotive possono dominare il momento, entrambe le parti farebbero bene a ricordare il quadro generale: il partenariato strategico tra Ue e Usa ha servito bene entrambe le sponde per oltre 80 anni e può continuare a farlo, se i decisori politici si concentrano sulle opportunità di lungo periodo. Washington e Bruxelles sono effettivamente impegnati in una competizione per plasmare un nuovo ordine mondiale in mezzo a rapidi progressi tecnologici che stanno spostando gli equilibri di potere globali. Ma questa competizione è con la Cina, non tra di loro. E la gara si sta intensificando. Pechino non sta semplicemente competendo per la leadership tecnologica globale, sta già vincendo in livelli cruciali della catena del valore, dalle infrastrutture energetiche all’IA open-source fino alla robotica umanoide. Invece di rafforzare l’alleanza che ha sostenuto la prosperità occidentale, alcuni leader europei stanno virando verso Pechino. La visita del cancelliere tedesco Friedrich Merz in Cina è solo la più recente di una serie di incontri: allontanandosi dagli Stati Uniti, i governi europei giocano direttamente a favore di Pechino. L’entità dell’integrazione economica tra Stati Uniti ed Europa è impressionante, e spesso sottovalutata.