L’Unione europea ha ottime carte da giocare al tavolo dei negoziati con gli Stati Uniti nella guerra commerciale aperta dall’amministrazione Trump, ma lo deve fare con spirito unitario. Gli Usa vivono un momento di instabilità incredibile con effetti a cascata sull’economia mondiale e tuttavia la domanda interna non può essere soddisfatta interamente dalla produzione domestica, le conseguenze sull’inflazione sono già visibili e questo è un importante punto di forza dei Paesi europei. Un altro vantaggio è rappresentato dagli investimenti verso gli Stati Uniti, per oltre il 60% esteri. Inoltre, Washington ha bisogno che il resto del mondo acquisti il suo debito in costante crescita. Il negoziato imposto da Donald Trump alla fine riguarda proprio l’acquisto del debito. Se la Ue, infine, riuscirà ad avviare una collaborazione più stretta con la Cina, le carte da giocare aumenteranno nei negoziati imposti da Oltreoceano.
Sono le conclusioni emerse dal panel “La situazione industriale globale e la cooperazione tra Usa, Cina ed Europa” che si è svolto nel corso del Festival dell’Economia di Trento a cui hanno partecipato Stefania Di Bartolomeo, ceo di Physis Investment, Fintech americana specializzata in sostenibilità; He Zhiyi, professore dell’Institute for Global Industry dell’Università di Tsinghua; Lorenzo Stanca, managing partner di Mindful Capital, gestore di fondi di private equity concentrato soprattutto sulle piccole e medie imprese italiane; Paolo Lazzarini, chief strategy and business development officer di Amplifon, azienda italiana leader mondiale nelle soluzioni per l’udito.








