L’estate formalmente è cominciata da appena due giorni eppure l’Italia si trova già alle prese con ondate di calore eccezionali e temperature ben oltre le medie stagionali su gran parte del territorio nazionale. L’afa intensa e gli alti tassi di umidità stanno portando a picchi di 37-38 gradi, determinando una situazione di forte disagio non solo per i soggetti fragili, ma per l’intera popolazione. A fronte di questa emergenza meteorologica, il ministero della Salute ha progressivamente esteso lo stato di massima allerta, portando oggi a 15 il numero delle città contrassegnate dal bollino rosso (erano 12 ieri), tra cui spiccano grandi centri urbani come Roma, Milano, Firenze e Torino, con la previsione di un ulteriore peggioramento che vedrà coinvolti 16 centri urbani nella giornata di domani e 17 nella giornata di dopodomani. Al fine di supportare i cittadini e monitorare l'impatto di questa ondata di caldo sul sistema sanitario e produttivo, è stato riattivato da oggi, in sinergia con l'Inail, il numero di pubblica utilità 1500, uno strumento fondamentale per diffondere i comportamenti corretti da adottare.
In questo scenario di evidente criticità climatica, il Consiglio dei ministri si è riunito ieri a Palazzo Chigi per varare una serie di provvedimenti urgenti volti a tutelare il sistema economico ma anche la salute di chi lavora in condizioni che potrebbero essere pericolose per il gran caldo. Il fulcro della discussione governativa ha riguardato l’approvazione del nuovo decreto Infrastrutture, all’interno del quale l’esecutivo ha inserito norme specifiche a tutela dei lavoratori più esposti alle temperature estreme. La decisione risponde alla necessità di prevenire i gravi rischi sanitari legati ai colpi di calore nei cantieri e nei campi, introducendo tutele immediate per evitare che l’esigenza di continuità produttiva si scontri con l’incolumità fisica dei lavoratori.














